In prima linea
In prima linea

Viaggio a Giampilieri, paese senza più anima

29 marzo 2010 18:51
Numero commenti Nessuno   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.siciliainformazioni.com

(Elvira Leonardi) Giampilieri appare come una donna a cui hanno strappato il vestito e l’anima, anche gli alberi sono stati portati via e le case sembrano essersi inchinate davanti ad un fiume di fango che le ha sommerse.

Sono passati cinque mesi dalla frana, ma negli occhi delle persone che si incontrano nei vicoli è come se la frana fosse avvenuta ieri. Il paese sembra essere tagliato in due. La zona rossa è quella più devastata, sui muri dei pezzetti di case che rimangono, il fango ha lasciato la sua impronta.

Accanto, nella zona verde, le persone sono tornate a vivere. I sopravvissuti che vivevano nella zona rossa, guardano i lavori dall’alto aspettando che qualche oggetto riaffiori, per poter riprendere qualcosa che la natura gli ha tolto. I morti sono stati in tutto venticinque e tra questi ci sono stati anche dei bambini.

La protezione civile e i vigili del fuoco hanno sistemato i loro mezzi dietro la scuola dove i bambini rimasti fanno lezione dentro aule dai vetri colorati. La rabbia qui va tenuta stretta tra i denti, perché il nemico è qualcosa di invisibile che può ritornare da un momento all’altro. La natura ha tracciato i propri nuovi confini, senza permesso si è infilata nelle camere da letto e ha portato via le storie e i sogni. La frana, è un fantasma che ha rossicchiato montagna e case, riempito il fiume e macchiato il mare. Niente si poteva prevedere e tutto si è verificato in poche ore, dalle 19.45 alle 21.

Le frane sono eventi naturali, che, come spiega il geologo Valerio Agnesi si verificano per la forza di gravità. Le cause possono essere dei riassestamenti del terreno o delle piogge molto forti. La frana di Giampilieri come le altre nel messinese sono state causate da un tipo partiolare di pioggia, molto concentrata nel tempo, molto breve e molto intensa. Si stima che nell’area di Messina siano caduti in pochissime ore 20-30 cm di pioggia che sono l’equivalete della pioggia che solitamente cade in cinque sei mesi. Altra causa è stata l’abbandono progressivo delle terrazze coltivate lungo i fianchi della montagna. Il vero problema è che questi fenomeni stanno diventando sempre più frequenti per via dei cambiamenti climatici. Si è parlato molto dell’abusivismo come causa scatenante, in realtà le cose non stanno in questo modo perché la frana avviene nella parte alta dei versanti dove la copertura della roccia madre in occasione di eventi meteorici intensi si mobilizza e fluisce verso valle. Un reale problema è che non esiste una mappa territoriale che prenda in considerazione tali fenomeni. Poter prevedere questi fenomeni vuol dire avere delle metodologie che ci indicano quale parte del versante si mobilizza, dove può incanalarsi il flusso, dove si accumula e quale soglia pluviometrica scatena il processo.

Quasi tutti i paesi nel messinese sono costruiti a ridosso delle montagne, e piccole frane si erano verificate anche negli anni passati, ma soltanto ora con questo generale cambiamento climatico assistiamo a eventi di tale intensità. A Giampilieri lungo le montagne stanno montando delle reti tenute da dei picchi che percorrono per sette metri la roccia. Nessuno però ha molta fiducia in questi provvedimenti, e lo sguardo continua a rivolgersi verso il cielo, sperando che non piova più, o almeno non così tanto.

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
Sicilia in Europa
I banner di SiciliaInformazioni per il tuo sito

Notizie in Numeri

Una fonte indispensabile di informazioni statistiche. Consulta l'intero archivio o esegui una ricerca.

ABC del Politichese

Consulta l'intero archivio o esegui una ricerca.

RSS Feeds