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I venditori ambulanti di Mondello paese

di Maurizio Crispi
01 marzo 2009 22:14
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Un autobus si ferma a Mondello paese.
Sono le 10.00 del mattino circa di un giorno feriale, insolitamente bello, dopo il protrarsi del cattivo tempo nei giorni precedenti.
La sosta del bus si protrae all'inverosimile: a fatica, ne esce un'intera moltitudine di venditori ambulanti, quelli che poi con i loro banchetti si posizionano sul lungomare, molto più fitti nei giorni di festa e quando è bello.
Ciascuno di loro trasporta enormi scatoloni e altrettanto voluminosi involti.
Sembra di vedere un improvvisato trasloco e si sperimenta una straniante dislocazione nel tempo e nello spazio: sembra di vedere uno di quegli autobus o camion che, strarichi di persone, derrate e perfino animali da cortile viaggiano da una cittadina all'altra in uno dei paesi del  Sud.
Si rimane meravigliati e ci si chiede come sia possibile che in tanti siano potuti entrare nell'abitacolo dell'autobus.

Alcuni passanti, infatti, si fermano stupiti a guardare.
 
E' proprio una scena da non perdere che rende un po' più esotico il borgo marinaro.
Qualcuno commenta: "Ma hanno monopolizzato l'intero autobus!".
Dopo una discesa così laboriosa, ciascuno comincia a montare con attenzione meticolosa la propria postazione di vendita: che viene costruita con materiali leggerissimi e, all'occorenza, anche pieghevoli.
Quelli più "abbienti" di questi commercianti da strada, montano le loro bancarelle su rotelle, in modo tale da poterle spostare velocemente con tutte le mercanzie esposte in caso di controlli da parte dei vigili urbani, controlli che, meglio per loro, non vengono quasi mai effettuati.
La stranezza è che tutti, contravvenendo a un basilare principio del commercio, vendono le stesse cose, assolutamente identiche.

Ogni bancarella è la fotocopia di quella accanto e dell'altra ancora.
Questo rappresenta un adeguamento allo stile del commercio occidentale: ricordo che in Nepal al passaggio di una piccola piazza, affollatissima di colorata umanità, venivo preso da una serie di venditori, ciascuno dei quali era specializzato in un unico genere di mercanzia: c'era quello che vendeva scatolette di balsamo di tigre, quello che mostrava corposi mazzetti di incenso, un altro che esibiva dei magnifici medaglioni d'argento, incisi a sbalzo con dei mandala, di tutto e di più, ma rigorosamente un unico articolo a testa.
E' davvero un mistero come questi ambulanti facciano a sbarcare il lunario: o sono tutti dipendenti da un unico fornitore, o sono accordati tra loro;, per una sorta di calmieraggio dei prezzi oppure, viceversa,  ciascuno si fida della propria possibilità di andare al ribasso sui prezzi e di averla vinta sui propri concorrenti!
Fatto sta che il lungomare di Mondello, soprattutto nelle belle giornate e nelle festività è ormai letteralmente intasato dagli ambulanti e che rimane ben poco spazio per il transito di chi semplicemente vuole passeggiare e dei runner.

 

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Anonimo 31 marzo 2010   11:38
L'utente ha risposto al commento anonimo del 31 marzo 2010. Visualizza »

Caro amico,

il vero mistero non è come facciano a sbarcare il lunario , ma il fatto che possano farlo impunemente, sprovvisti di licenze ,occupando il suolo pubbluico, mentre spesso in città si vedono i vigili sequestrare il contenuto di una piccola apetta caricata con tre casse di frutta.

Lex dura lex, sentezierebbe qualcuno, ma a nessuno è venuto in mente che per non avere rogne, problemi di espusioni inutili (tanto restano sempre qui), verbali, interpreti ecc. i nostri bene e  amati vigili facciano finta di non vedere,o sono in tutt'altre faccende affacendati(multe e rimozioni) per occuparsi di questo problema?

Boh ? Chi sa? La prova l'avremo dopo il 15 di giugno all'apertura della stagione balneare.

Cordialità

Una bella soluzione sarebbe quella di concedere suoli pubblici a tutti quegli artigiani che rimangono esclusi da questo scenario folk,in modo tale da dare origine ad una selezione naturale attraverso cui rimarrebbero esclusi tutti quegli abusivi che,se mi posso permettere,vendono non solo tutti le stesse cose,ma porcherie made in china delle peggiori qualità che,in mano al palermitano medio (lo sono anche io) sono ottimi per degradare ulteriormente la nostra città,prova ne siano tutti gli ombrelli rotti che si incontrano passeggiando in inverno per il centro storico...

Un altro fatto increscioso è che se io,da artigiana locale con un po più di faccia tosta,decidessi di esporre i miei prodotti,in meno di mezz'ora i vigili mi farebbero andare via,mentre LORO che armano 20 metri a testa per esporre i loro oggetti vengono quasi autorizzati da un tacito consenso...ma si sa,il siciliano è più propenso ad accettare lo straniero fin dalle origini!

 

Anonimo 31 marzo 2010   11:36
L'utente ha risposto al commento anonimo del 31 marzo 2010. Visualizza »

Caro amico,

il vero mistero non è come facciano a sbarcare il lunario , ma il fatto che possano farlo impunemente, sprovvisti di licenze ,occupando il suolo pubbluico, mentre spesso in città si vedono i vigili sequestrare il contenuto di una piccola apetta caricata con tre casse di frutta.

Lex dura lex, sentezierebbe qualcuno, ma a nessuno è venuto in mente che per non avere rogne, problemi di espusioni inutili (tanto restano sempre qui), verbali, interpreti ecc. i nostri bene e  amati vigili facciano finta di non vedere,o sono in tutt'altre faccende affacendati(multe e rimozioni) per occuparsi di questo problema?

Boh ? Chi sa? La prova l'avremo dopo il 15 di giugno all'apertura della stagione balneare.

Cordialità

Una bella soluzione sarebbe quella di concedere suoli pubblici a tutti quegli artigiani che rimangono esclusi da questo scenario folk,in modo tale da dare origine ad una selezione naturale attraverso cui rimarrebbero esclusi tutti quegli abusivi che,se mi posso permettere,vendono non solo tutti le stesse cose,ma porcherie made in china delle peggiori qualità che,in mano al palermitano medio (lo sono anche io) sono ottimi per degradare ulteriormente la nostra città,prova ne siano tutti gli ombrelli rotti che si incontrano passeggiando in inverno per il centro storico...

Un altro fatto increscioso è che se io,da artigiana locale con un po più di faccia tosta,decidessi di esporre i miei prodotti,in meno di mezz'ora i vigili mi farebbero andare via,mentre LORO che armano 20 metri a testa per esporre i loro oggetti vengono quasi autorizzati da un tacito consenso...ma si sa,il siciliano è più propenso ad accettare lo straniero fin dalle origini!

 

Anonimo 02 marzo 2009   18:40
L'utente ha risposto al commento anonimo del 02 marzo 2009. Visualizza »

Già il primo commento dimostra ampiamente il "fastidio" che la "nostra gente" prova nei confronti della miseria. E non della miseria "porca" o della miseria "mannaggia"! No! Della miseria "nera". Il richiamo a "Lex, dura lex" è incompleto, mancando la parte "sed lex"! Legge, quindi, che metta fine a questa sconcezza e restituisca la borgata ai cittadini, ai venditori di polpo, di ricci, di pesce, ai casotti dove si può gustare di tutto in un ambiente dalle condizioni igieniche ineccepibili... come si faceva ai tempi d'oro... Si è perso il gusto dell'antico, del tradizionale. IVA, scontrini fiscali, controlli igienici, sofisticazioni e sofisticherie di vario genere hanno  modificato, di fatto, quello che poteva essere definito "l'habitat naturale" del palermitano "doc".  E lo smarrimento sfocia in una comprensibile antipatia verso questi "stranieri" che intasano le passeggiate, non rilasciano scontrini fiscali e, chissà, magari alla loro morte, scopriremo che sotto il materasso (se ne posseggono uno) hanno accumulato una ricchezza. E allora meglio disfarsi di questo ciarpame (collanine. occhiali, pendoli, essenze) e dei loro venditori e restituire le passeggiate ai loro legittimi proprietari, ai loro cani, alle loro mountan-bike, ai loro ciclomotori, alle loro Smart", alle loro motociclette, ai loro SUV, al loro Jogging, alle loro riunioni di condominio; e le aiuole alla loro originaria destinazione: deposito di tutto ciò che la "decenza" impedisce di portarsi a casa. Ai vigili urbani che vengono definiti "in tutt'altre faccende affancendati", una richiesta: facciano abbassare i cordoli dei marciapiedi perchè molti palermitani "doc", dovendo pagare l'IVA, devono accontentarsi di una berlina (anche se 2000cc turbo e più), e resterebbero tagliati fuori dalla possibilità di stazionare sul marciapiedi. E sappiamo bene che un panino con le panelle, gustato con un piede dentro ed uno fuori da una BMW serie 5... ha, indubbiamente, un altro sapore!

mi sa che non hai capito una bene amata mazza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo 02 marzo 2009   12:08

Già il primo commento dimostra ampiamente il "fastidio" che la "nostra gente" prova nei confronti della miseria. E non della miseria "porca" o della miseria "mannaggia"! No! Della miseria "nera". Il richiamo a "Lex, dura lex" è incompleto, mancando la parte "sed lex"! Legge, quindi, che metta fine a questa sconcezza e restituisca la borgata ai cittadini, ai venditori di polpo, di ricci, di pesce, ai casotti dove si può gustare di tutto in un ambiente dalle condizioni igieniche ineccepibili... come si faceva ai tempi d'oro... Si è perso il gusto dell'antico, del tradizionale. IVA, scontrini fiscali, controlli igienici, sofisticazioni e sofisticherie di vario genere hanno  modificato, di fatto, quello che poteva essere definito "l'habitat naturale" del palermitano "doc".  E lo smarrimento sfocia in una comprensibile antipatia verso questi "stranieri" che intasano le passeggiate, non rilasciano scontrini fiscali e, chissà, magari alla loro morte, scopriremo che sotto il materasso (se ne posseggono uno) hanno accumulato una ricchezza. E allora meglio disfarsi di questo ciarpame (collanine. occhiali, pendoli, essenze) e dei loro venditori e restituire le passeggiate ai loro legittimi proprietari, ai loro cani, alle loro mountan-bike, ai loro ciclomotori, alle loro Smart", alle loro motociclette, ai loro SUV, al loro Jogging, alle loro riunioni di condominio; e le aiuole alla loro originaria destinazione: deposito di tutto ciò che la "decenza" impedisce di portarsi a casa. Ai vigili urbani che vengono definiti "in tutt'altre faccende affancendati", una richiesta: facciano abbassare i cordoli dei marciapiedi perchè molti palermitani "doc", dovendo pagare l'IVA, devono accontentarsi di una berlina (anche se 2000cc turbo e più), e resterebbero tagliati fuori dalla possibilità di stazionare sul marciapiedi. E sappiamo bene che un panino con le panelle, gustato con un piede dentro ed uno fuori da una BMW serie 5... ha, indubbiamente, un altro sapore!

Anonimo 02 marzo 2009   08:50

Caro amico,

il vero mistero non è come facciano a sbarcare il lunario , ma il fatto che possano farlo impunemente, sprovvisti di licenze ,occupando il suolo pubbluico, mentre spesso in città si vedono i vigili sequestrare il contenuto di una piccola apetta caricata con tre casse di frutta.

Lex dura lex, sentezierebbe qualcuno, ma a nessuno è venuto in mente che per non avere rogne, problemi di espusioni inutili (tanto restano sempre qui), verbali, interpreti ecc. i nostri bene e  amati vigili facciano finta di non vedere,o sono in tutt'altre faccende affacendati(multe e rimozioni) per occuparsi di questo problema?

Boh ? Chi sa? La prova l'avremo dopo il 15 di giugno all'apertura della stagione balneare.

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