(essea) Controlli all'ingresso, sistemi di schermatura per i cellulari, disattivazione del wi-fi, addirittura l'impiego di metal detector e di agenti della Digos in borghese per vigilare sul corretto svolgimento dei test. Non si può certo dire che le facoltà di Medicina di tutta Italia non abbiano fatto del loro meglio per garantire la regolarità delle prove d'ammissione di quest'anno. Nonostante tutto, degli studenti hanno denunciato presunte irregolarità nello svolgimento dei quiz al Polididattico di viale delle Scienze a Palermo. Secondo una candidata infatti, qualcuno avrebbe suggerito delle risposte, mentre un telefono cellulare è stato sentito squillare prima dell'inizio della prova.
Viste le imponenti misure di sicurezza impiegate, è lecito chiedersi come sia possibile riuscire a "fare i furbi" ai test di ammissione. Come spiega Italia Diliegro, docente di Biochimica e, fino all'anno scorso, presidente della commissione per i test d'ingresso a Medicina : "E' impossibile favorire un singolo studente. Le aule, durante lo svolgimento delle prove, sono sorvegliate sia da docenti che da personale amministrativo. Spesso lasciamo che siano questi ultimi a girare fra i banchi, proprio per evitare che qualche professore possa essere accusato di suggerire. Abbiamo sperimentato tutto quello che si poteva sperimentare per impedire le irregolarità, il sistema è certamente perfettibile ma si può escludere che ci sia la possibilità per un docente di aiutare qualcuno dei ragazzi. D'altra parte un eventuale favoritismo si noterebbe subito in un'aula che contiene mediamente duecento persone".
In effetti, la responsabilità delle singole facoltà riguardo i test di ammissione è limitata: a livello locale, le università si occupano solo degli aspetti logistici della prova, mentre i quiz giungono in plichi sigillati direttamente da un centro ministeriale di Bologna e lì devono tornare - esattamente nello stesso numero - per le correzioni. Ogni ragazzo riceve, insieme alla busta contenente le domande, anche un codice che corrisponde al proprio compito. Attraverso il codice è possibile controllare l'esito dell'esame di ammissione direttamente sul sito web del ministero, prima ancora che siano pubblicati i nomi dei vincitori del concorso nelle rispettive facoltà.
"Chi viene trovato in possesso di un telefono cellulare viene immediatamente accompagnato fuori dall'aula. E' già successo in passato e la prova è annullata. I ragazzi - continua la professoressa Diliegro - sono informati su questo punto perché è spiegato chiaramente nel bando", ma ovviamente il personale docente non ha alcuna autorità per perquisire le aspiranti matricole quindi è possibile che qualche telefono riesca a passare. "Proprio per questo le aule sono state schermate".
Dall'Università di Catania la settimana scorsa giungeva la curiosa notizia secondo la quale tre studenti di Medicina del secondo anno si sarebbero iscritti nuovamente al test d'accesso. Si è subito pensato ad un tentativo di truffa per favorire altrettante aspiranti matricole. "Per evitare situazioni del genere - continua la docente - a Palermo si è pensato di suddividere i ragazzi nelle aule in base alla data di nascita. Ad eccezione delle coppie di gemelli che vengono separate la mattina stessa dell'esame".
In attesa di ulteriori accertamenti sulle presunte irregolarità, non resta che constatare che forse le polemiche, anno dopo anno, sono inevitabili. Ma i ragazzi si impegnano parecchio e le famiglie a volte pagano costosi corsi privati pur di dare ai figli qualche chance in più di passare i test per l'accesso a Medicina, è quindi comprensibile che si pretenda assoluta trasparenza.